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Rapporto Ecomafia 2018, Puglia terza nella classifica regionale dell'illegalità ambientale

Oltre 3119 le infrazioni accertate. Bari, Foggia e Lecce fra le prime dieci province per illegalità ambientale

Pubblicato in Ambiente il 09/07/2018 da Redazione

La Puglia è la terza regione d’Italia per numero di ecoreati con 3.119 infrazioni accertate. È quanto emerge dal Rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente. Sono questi in sintesi i dati nazionali che emergono dal Rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente. L'abusivismo edilizio, i reati legati al ciclo dei rifiuti e quelli contro la fauna non accennano a diminuire. 
“I numeri pugliesi di Ecomafia 2018 – ha dichiarato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - sono il frutto del capillare lavoro di controllo del territorio e contrasto alle illegalità ambientali svolto in tutta la regione dalle Forze dell'Ordine e dalla magistratura che, ormai da tre anni, possono contare sulla legge sugli ecoreati contro chi pensa di lucrare a danno della salute dei cittadini e del territorio”.

 

Nella classifica provinciale dell'illegalità ambientale nel 2017, a livello nazionale, Bari, Foggia, Lecce e Taranto si piazzano rispettivamente all'ottavo, nono, decimo e quindicesimo posto con 766, 750, 619 e 461 infrazioni accertate.  Nel 2017, in Puglia, grazie alla Legge 68/2015 sugli ecoreati, le forze dell'ordine, su 1.201 controlli eseguiti, hanno contestato 41 infrazioni, effettuato 9 sequestri e denunciato 41 persone. Nel ciclo illegale dei rifiuti, la Puglia rimane al secondo posto, con 677 infrazioni accertate, il 9,3% sul totale nazionale, 811 persone denunciate, 33 arrestate e 317 sequestri effettuati. Mentre, nella classifica provinciale dell'illegalità nel ciclo dei rifiuti nel 2017, a livello nazionale, Foggia, Taranto, Bari e Brindisi si piazzano rispettivamente al secondo, sesto, undicesimo e quindicesimo posto con 202, 155, 104 e 73 infrazioni accertate.   

Nel corso dell'anno 2017, gli uomini della Guardia di Finanza del Comando Regionale Puglia hanno sequestrato oltre 1.317 tonnellate di rifiuti industriali, 4 discariche abusive e constatato un'evasione dell'ecotassa per un ammontare complessivo pari a euro 16.050.623,27.

 

Con l'operazione In Daunia venenum, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e condotta dagli uomini della Guardia di Finanza di Bari, è stata individuata un'organizzazione criminale dedita al traffico illecito di rifiuti pericolosi che ha provocato gravi danni ambientali nell'agro di Manfredonia ed in altre zone della provincia di Foggia, attraverso lo sversamento nel terreno di sostanze inquinanti quali fosforo, nichel, piombo, rame e mercurio.  

La Puglia rimane la base logistica per i traffici internazionali di rifiuti costituiti principalmente da rottami ferrosi, materiali plastici, rifiuti elettrici ed elettronici, carta, cartone e vetro che i trafficanti immettono nei circuiti illegali del riciclo. Con l'operazione Cannibal Cars, lo scorso febbraio i Carabinieri Forestali di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, hanno arrestato tre imprenditori, denunciato sette persone, sequestrato quattro aziende, decine di mezzi pesanti e beni per un valore di oltre un milione e settecentomila euro. Per tutti l'accusa è di traffico internazionale organizzato di rifiuti pericolosi condotto tra Italia, Egitto, Iran e Libia. 

 

Nella classifica dell'illegalità nel ciclo del cemento, la Puglia scende dal secondo al terzo posto con 418 infrazioni accertate, il 10,7% sul totale nazionale, 464 persone denunciate, 20 arrestate e 250 sequestri effettuati. Nella classifica provinciale dell'illegalità nel ciclo del cemento nel 2017, a livello nazionale, Foggia, Bari e Lecce si piazzano rispettivamente al quinto, settimo e tredicesimo posto con 125, 105 e81 infrazioni accertate.

È proprio sulla costa che si materializzano i peggiori ecomostri e i peggiori abusi. Villette, piscine, lidi, ristoranti, campeggi, resort, spesso costruiti direttamente sulla sabbia. Nella nostra regione, gli interventi di abbattimento continuano ad essere pochi e sporadici. 
 Anche il 2017 si è rilevata un'annata particolarmente a rischio illegalità nel settore agroalimentare. Diverse le operazioni portate a termine dai militari del Comando Regionale Carabinieri Forestale Puglia, volte a garantire la sicurezza agroalimentare e a tutelare i consumatori da frodi e contraffazioni. Tra queste, l'operazione Tavola Pulita, che ha portato i Carabinieri Forestali a sequestrare oltre 186 mila kg di prodotti alimentari per la preparazione dei sott'oli, in quanto sprovvisti di qualsiasi etichetta e in cattivo stato di conservazione.

Altri controlli hanno riguardato la tracciabilità, l'etichettatura e la commercializzazione sia delle carni che dei prodotti ortofrutticoli freschi.

 

Per quanto riguarda il racket degli animali (corse clandestine di cavalli, combattimenti clandestini, traffico di animali da compagnia, commercio illegale di specie protette, macellazione clandestina, abigeato, bracconaggio e pesca di frodo), la Puglia sale al secondo posto con946 infrazioni accertate (il 13,5% sul totale nazionale), 884 persone denunciate e 273 sequestri effettuati. Nella classifica provinciale dell'illegalità nella fauna nel 2017, a livello nazionale, Bari, Lecce e la Bat si piazzano rispettivamente al terzo, ottavo e sedicesimo posto con287, 221 e 147 infrazioni accertate. Una vasta operazione mirata alla lotta al bracconaggio dei Carabinieri Forestali nel Sud barese, in particolare nelle località di Gioia del Colle e di Alberobello, ha portato al sequestro di diversi richiami acustici utilizzati come mezzi di caccia non consentiti e di due fucili.



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