Lunedì, 24 Luglio 2017 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Ecomafie e inquinamento mafioso in Puglia, allarme Cgil: 'Prevenire crimini e vigilare su trasparenza azione amministrativa'

La segretaria regionale Antonella Morga commenta i dati dell’indagine di Legambiente sugli ecoreati: “La Regione strutturi rete con antimafia sociale”

Pubblicato in Ambiente il 05/07/2017 da Redazione

“Se da un lato esprimiamo l’apprezzamento per l’azione fondamentale di controllo del territorio e di contrasto ai fenomeni criminali, portata avanti da magistratura e forze dell’ordine nella nostra regione, dall’altro non può che preoccuparci la pervasività delle mafie in settori importanti della nostra economia e il livello di inquinamento delle istituzioni”. E’ quanto afferma la segretaria regionale della Cgil Puglia, Antonella Morga, in merito agli arresti dei sindaci di Erchie e Avetrana e ai dati che emergono dal rapporto “Ecomafie” sulle illegalità ambientali registrate in Italia nel 2016.

 

“La presenza criminale nelle istituzioni inquina e distorce la funzione stessa della rappresentanza politica e dell’azione amministrativa, ha ricadute sulla qualità delle scelte e a sua volta sulla vita dei cittadini, seguendo criteri onerosi arricchendo di circuiti illegali. Per questo affermiamo che la legalità è precondizione per uno sviluppo sostenibile e per attrarre investimenti che possono creare nuova occupazione”, afferma Morga.

 

“Allo stesso modo ci preoccupano i dati relativi agli ecoreati – prosegue la segretaria regionale della Cgil pugliese – in una terra che già paga un prezzo altro in termini di inquinamento ambientale. Oltre ad essere terza regione per numero di infrazioni complessive accertate, le  760 denunce, i 42 arresti e i 294 sequestri collegati all’illegalità nel ciclo dei rifiuti ci dicono di un problema nella gestione pubblica di questo delicato settore e dell’attacco che rappresenta al territorio e alla sicurezza dei cittadini. Spesso si interviene quando il danno all’ambiente è stato già realizzato e allora sia agli organismi di controllo che alle istituzioni locali chiediamo un’azione di controllo preventiva e qualità e trasparenza nell’azione amministrativa. L’unico antidoto all’infiltrazione delle mafie nella vita pubblica”.

 

L’appello finale della segretaria Cgil è alla Regione Puglia, “chiamata a individuare un referente per la legalità e la sicurezza e a dare piena strutturazione a una rete che a partire dalla Commissione antimafia regionale recentemente istituita, veda protagonisti attivi e partecipi tutti i soggetti della rappresentanza sociale, nonché le associazioni che svolgono sui territori antimafia sociale, per un’analisi e un confronto continuo sull’evoluzione dei fenomeni criminali e possibili azioni e buone pratiche di contrasto alle illegalità che minano il sistema economico, sociale e istituzionale nella nostra terra”.

 

 



loading...