Sabato, 23 Settembre 2017 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Brindisi, presentato lo studio sulle esposizioni ambientali di origine industriale sulla popolazione (VIDEO)

Il governatore Michele Emiliano: 'eliminare il carbone dai processi produttivi abbassa sostanzialmente i livelli delle malattie connesse alle emissioni'

Pubblicato in Ambiente Salute il 04/07/2017 da Redazione

Presentato oggi a Bari lo Studio Epidemiologico sugli effetti delle esposizioni ambientali di origine industriale sulla popolazione residente a Brindisi.
La Regione Puglia ha promosso, nell’ambito delle attività del Centro Salute Ambiente, una valutazione epidemiologica dello stato di salute delle persone residenti in 7 comuni della provincia di Brindisi. Lo studio è stato coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio ed è stato condotto da un gruppo di lavoro multidisciplinare cui hanno collaborato ARPA Puglia,AReS Puglia e ASL di Brindisi.

Il rapporto illustra i risultati dell’indagine epidemiologica condotta per valutare l’effetto delle sostanze tossiche di origine industriale, emesse dalle centrali elettriche e dal polo petrolchimico, sulla salute dei residenti. Tale possibile danno sulla salute è stato valutato considerando l‘insorgenza di patologie, ovvero il loro aggravamento tale da comportare un ricovero ospedaliero o, addirittura, il decesso.


Anche in questo studio, come nel caso di Taranto, sono stati valutati gli effetti delle esposizioni ambientali e occupazionali sulla mortalità/morbosità della popolazione residente utilizzando il disegno epidemiologico della coorte residenziale (la coorte, nella scienza statistica e nella demografia, indica un insieme di individui, facenti parte di una popolazione predefinita, caratterizzati dall'aver sperimentato una stessa condizione in un periodo predefinito).

Dallo studio è emerso che le emissioni industriali risultano associate ad un aumento della morbosità e della mortalità nell’area esaminata: è stata riscontrata una relazione tra i livelli espositivi del passato a PM10 ed SO2 di origine industriale
 e COV  e mortalità per cause specifiche ed incidenza di alcune forme tumorali (polmone). L’esame dei ricoveri ospedalieri in rapporto con le esposizioni ambientali stimate per ogni anno dello studio mostra un’associazione tra inquinanti e malattie cardiovascolari, respiratorie (centrali elettriche) e le malformazioni congenite (petrolchimico).

I risultati dello studio suggeriscono, oltre alla necessità di proseguire l’osservazione epidemiologica, l’attuazione di tutte le misure preventive atte a tutelare la salute della popolazione, compresa l’adozione delle migliori tecniche disponibili per il contenimento delle emissioni industriali.

“Decarbonizzare allunga la vita – ha detto il Presidente Emiliano - eliminare il carbone dai processi produttivi abbassa sostanzialmente i livelli delle malattie connesse alle emissioni e migliora la qualità della vita. Lo studio che presentiamo oggi, ancora più evoluto di quello di Taranto, ha però provato la stessa circostanza e cioè che in presenza di maggiori quantitativi di carbone impiegati nei processi produttivi, soprattutto in mancanza di adeguate apparecchiature di contenimento dell’agente inquinante, le malattie aumentano sia quelle ad effetto immediato, cioè la mortalità da pm10 che cresce in maniera connessa all’aumentare delle emissioni, sia ovviamente quelle malattie che hanno un periodo di incubazione più lungo che, anche in questo studio, sono state individuate come strettamente connesse ai livelli produttivi e quindi all’impiego del carbone”.

“Sotto questo aspetto – ha insistito il Presidente - la Regione Puglia è l’unica regione italiana che combatte, ancora da sola purtroppo, la battaglia per la decarbonizzazione anche se la Regione Lazio ci sta dando una mano. Manca adesso il sostegno politico da parte di tutte le altre regioni. Certo la Puglia è la regione italiana con il più alto livello di emissioni inquinanti in atmosfera (co2, diossina etc) quindi abbiamo una consapevolezza più chiara rispetto a questi processi. Però se anche le altre regioni ponessero finalmente ai governi la questione della decarbonizzazione sarebbe certamente un primo importante passo”.

Emiliano ha riportato l’esempio dell’Inghliterra che ha risolto “la questione con un provvedimento che porterà il paese in pochi anni a diventare sostanzialmente un paese carbon free. Se facessimo come l'Inghilterra - ha concluso Emiliano - potremmo dire di aver rispettato il trattato di Parigi COP 21, anche perché come al solito firmiamo i trattati ma li ignoriamo per quanto riguarda la loro attuazione. In questo caso quindi sarebbe davvero un successo”.




loading...