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Brindisi, acque nere sversate in mare: Guardia Costiera sequestra l'impianto. Enel: 'Responsabilità di ditta appaltatrice'

La società di energia sta formalizzando le conseguenti comunicazioni alle Autorità competenti e collaborando con la Capitaneria di Porto di Brindisi per le ulteriori verifiche

Pubblicato in Ambiente il 03/11/2017 da Redazione

La Capitaneria di porto ha sequestrato l'impianto di raccolta acque di dilavamento e meteoriche, regolarmente autorizzato, della centrale Enel 'Federico II' dal quale venivano scaricate in mare acque di colore scuro, apparentemente cariche di solidi sospesi, tipico di acqua mista a carbone. Secondo la Capitaneria lo sversamento, "considerata la notevole estensione della chiazza, potrebbe aver causato grave danno all'ambiente marino".

“Dai primi approfondimenti – dichiara Enel Produzione in una nota – lo sversamento appare riconducibile alle operazioni di una ditta appaltatrice impegnata nelle attività di lavaggio di una delle torri utilizzate per la logistica del carbone, che ha operato in violazione delle corrette procedure tecniche. Enel Produzione ha immediatamente sospeso ogni attività svolta dalla ditta e avviato una serie di interventi volti al completo ripristino del sito marino. La Società sta formalizzando le conseguenti comunicazioni alle Autorità competenti e collaborando con la Capitaneria di Porto di Brindisi per le ulteriori verifiche”. 



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