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Dal Piemonte alla Puglia: Safe a Bari per finanziare progetti di educazione contro la violenza di genere nelle scuole

Dopo l’alleanza tra profit e non profit, sancita a Torino il 22 novembre scorso, in Puglia al via la collaborazione con il mondo dell’arte e della cultura grazie alla partnership con la Fondazione H.E.A.R.T.

Pubblicato il 12/12/2019 di Redazione

A Bari il 13 dicembre a Palazzo Fizzarotti sarà presentata Safe, la prima agenzia nazionale di fundrasing dedicata alla prevenzione, ideata dal Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile di Torino. 

Dopo l’alleanza tra profit e non profit, sancita a Torino il 22 novembre scorso, in Puglia al via la collaborazione con il mondo dell’arte e della cultura grazie alla partnership con la Fondazione H.E.A.R.T. William Faulkner, Nobel per la letteratura nel 1949 ha scritto: “Le donne non sono altro che organi genitali articolati”. Oggi Skioffi, concorrente di Amici canta: “Le tolgo il fondotinta con la forza dei miei schiaffi”. Nel 2018, 40.000 tweet negativi su 150.000 avevano come obiettivo le donne. La nuova ricerca dell’Istat, pubblicata proprio il 25 novembre, ci racconta un paese pericoloso per le donne e umiliante per gli uomini. Addirittura il 39,3% della popolazione ritiene che una donna è in grado di sottrarsi ad un rapporto sessuale, se davvero lo vuole. Anche la percentuale di chi pensa che le donne possano provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire è elevata (23,9%).

Ma sono proprio i ragazzi e le ragazze a chiederci di più: nella ricerca fatta da Osservatorio Adolescenza e Skuola.net alla domanda “quale argomento/materia ti piacerebbe che fosse trattato, a scuola, non una tantum, ma in modo sistematico, come se fosse una normale materia?“ c’è al primo posto, indicato dal 60% degli studenti (ma le ragazze arrivano al 71,8%), il tema del rispetto di genere e delle minoranze, mentre al secondo posto troviamo l’educazione sessuale, indicata dal 45% dei maschi e dal 51% delle femmine.

SAFE (staffetta di aziende e associazioni per finanziare l'educazione alla non violenza di genere) è la risposta del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile e arriva il 13 dicembre in Puglia, a Palazzo Fizzarotti.  Con Safe grazie all’alleanza tra profit e non profit nasce un progetto che, insieme a 21 associazioni sparse sull’intero territorio nazionale, 3 università partner e importanti supporter, vuole garantire percorsi stabili di educazione alla non violenza di genere nelle scuole e nei centri giovanili sportivi, artistici e culturali. Percorsi che, diversamente, molte associazioni soffocate dalla burocrazia e dai tempi lunghi dei pagamenti non riescono ad erogare con continuità.

A Bari il 13 dicembre il progetto sarà presentato da Stefania Doglioli, direttora del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile e ideatrice di SAFE, e da Maia Anthea Marinelli, imprenditrice culturale e direttrice della fondazione H.E.A.R.T. che gestisce anche Palazzo Fizzarotti, due figure che con la loro presenza e impegno testimoniano le tre parole chiave di Safe: cultura, impresa e sociale.

“Perché l’impresa? L’educazione contro la violenza ha bisogno di fondi e l’impresa ha raggiunto la maturità per presentarsi come incubatrice di cultura - ha dichiarato Stefania Doglioli - L’agenda 2030 ha evidenziato sfide che comprendono la parità di genere e l’istruzione di qualità, il mondo profit è pronto a coglierle da protagonista insieme a partner del terzo settore che possano costruire una condivisione, a volte ancora inedita ma già sentita come necessità in molti territori, per condividere valori e linguaggi. Safe è un ponte tra imprese e associazioni. Con Safe garantiamo trasparenza ed economicità nella raccolta e gestione dei fondi, misuriamo l’impatto sociale, vogliamo produrre un cambiamento e ci interessa sapere come lo stiamo facendo. Non chiediamo alle aziende semplici donazioni, ma ci impegniamo in progetti comuni co-progettati che coinvolgono dipendenti e territorio, crediamo nell’innovazione e destiniamo parte dei fondi alla ricerca. Noi pensiamo che il diritto a non essere uccise si impara a scuola, ma serve continuità per contrastare una cultura che legittima la violenza contro le donne”.

“La fondazione H.E.A.R.T - dichiara Maia Anthea Marinelli, artista, imprenditrice culturale e direttrice della Fondazione - ha le sue radici ideali nei primi movimenti di capitalismo liberale. Il dipinto del salone arte e lavoro parla di un capitalismo ideale che guardava all’indipendenza economica come fattore di sviluppo sociale. Palazzo Fizzarotti ora è sede di un progetto che reinterpreta questi stimoli e vede la cultura come elemento di sviluppo economico strettamente connessa all’evoluzione sociale, che non può non comprendere l’evoluzione dei ruoli di genere e delle nuove identità che vivono sul nostro territorio. La cultura eclettica basata sulla ricerca multidisciplinare è la strategia individuata dalla Fondazione che accoglie quindi con piacere Safe, un progetto che ibrida profit e non profit e che basa il proprio concept sulle interdipendenze tra innovazione d’impresa, innovazione sociale e innovazione didattica.”

Nella tavola rotonda, facilitata da Stefania Doglioli, verranno discusse le basi di un manifesto di un’alleanza tra profit e non profit per l’educazione per una società libera dalla violenza di genere. Sarà un’occasione per parlare di responsabilità sociale di impresa e delle potenzialità di network trasversali evoluti che siano in grado di condividere linguaggi e ricadute, e non solo macro obiettivi.