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Eccezionale veramente!

Cosa si intende per eventi estremi? A cosa sono dovuti?

Pubblicato in Terra il 12/01/2017 da Gioacchino Francesco Andriani

Sono chiuso in casa, costretto ad isolarmi in campagna a causa della neve e, soprattutto, del ghiaccio di questi giorni. Siamo nuovamente di fronte ad un evento estremo, “eccezionale veramente”, un’ondata di gelo che sta coinvolgendo il Sud della nostra penisola, in particolar modo la nostra regione. Nemmeno le aree costiere sono state risparmiate; neve dappertutto, ghiaccio sulle strade, problemi alla circolazione stradale e non solo. Un evento di questa portata risale al lontano gennaio 1985 e, ancora prima, al febbraio del 1956, quando la città di Bari fu completamente avvolta da un manto di neve spesso circa 20 cm. Anche questa volta non siamo stati pronti nell’affrontare il fenomeno e le sue conseguenze, ma non mi sento di colpevolizzare gli amministratori locali, perché i ritardi nella programmazione di azioni e di misure efficaci, finalizzate alla prevenzione e alla mitigazione degli effetti di eventi meteo estremi, sono evidenti anche su scala nazionale e globale.

Ma cosa si intende per evento estremo? E ancora, a cosa sono dovuti gli eventi estremi?

Sebbene si possa trovare di tutto sulla definizione di evento estremo, il significato più appropriato è quello fornito nel 2001 dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), massimo organismo mondiale di esperti sul clima creato nel 1988 dal WMO (World Metereological Organization) e dall’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente): “si tratta di un evento raro in riferimento alla sua distribuzione statistica in un determinato luogo”. Molti scienziati sono concordi nel ritenere che alcuni eventi estremi, come ondate eccezionali di calore, uragani, forti precipitazioni piovose o nevose, alluvioni, siano strettamente legati ai cambiamenti climatici a scala globale. Il clima terrestre è stato sempre soggetto a variazioni; fino a qualche secolo fa i cambiamenti climatici erano piuttosto lenti e imputabili a fenomeni naturali quali le oscillazioni dell’asse terrestre e le variazioni secolari dei parametri orbitali, i fenomeni vulcanici etc., ma sin dalla metà del secolo scorso tali cambiamenti sono diventati sempre più veloci e frequenti per cause decisamente connesse all’attività antropica e alla produzione ed immissione nell’atmosfera di gas a effetto serra (anidride carbonica, metano, ossido di azoto, clorofluorocarburi, idrofluorocarburi,  etc.). La presenza di gas serra di origine naturale è, infatti, fondamentale per la vita sul pianeta perché ostacola la dispersione di radiazione infrarossa dalla superficie terrestre (la temperatura media della Terra sulla sua superficie è di circa 15°C ed in assenza dei gas serra questo valore scenderebbe a circa -18°C), ma  le continue emissioni di origine antropica stanno causando un aumento della temperatura media terrestre per alterazione della composizione chimica dell’atmosfera. Il riscaldamento globale è un dato di fatto inequivocabile: l’attuale temperatura media della Terra è aumentata di circa 0.85° rispetto a quella riscontrata alla fine del diciannovesimo secolo, ossia rispetto al periodo preindustriale.



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