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IMU anzi no, mini IMU anzi no, TASI forse….

"Chiarezza, la grande sconosciuta in Italia"

Pubblicato in Sviluppo il 27/01/2014 da Luigi De Santis

IMU anzi no, mini IMU anzi no, TASI forse….. nel frattempo l’Italia aspetta, ma aspetta cosa? Aspetta forse di morire lentamente di incertezza.

Ebbene si l’incertezza è diventata una delle peggiori malattie che di questi tempi attanaglia l’Italia e gli italiani come se altri grandi malanni come evasione, eccessiva burocrazia, tassazione eccessiva e fatemi fermare qui, vi prego, non fossero abbastanza.

In un Paese con una pressione fiscale sopra ogni limite di sopportazione, il paradosso per cittadini ed imprenditori è che non solo bisogna pagare e farlo anche con puntualità ma che non si sa fino all’ultimo come direbbe qualche pugliese doc “di che morte dobbiamo morire”.

E pensare che c’è lo Statuto dei contribuenti al suo terzo articolo che prevede che il contribuente conosca almeno 60 giorni prima della scadenza la tassa a cui verrà sottoposto.

Un po’ troppo spesso però chi ci governa fa finta di non ricordarselo come se i cittadini già alla canna del gas avessero delle buste paga a fisarmonica che a seconda delle imposte da pagare si allargano o si restringono.

Per non parlare poi dell’effetto devastante che questa mancanza di chiarezza sulla tassazione determina sul mercato, soprattutto quando il bene da tassare è la casa, il più colpito in assoluto perché facilmente individuabile, per la felicità degli evasori totali.

Italiani che fanno i calcoli al centesimo quando acquistano un immobile e a cui non si può dare risposta certa sulla tassazione che dovranno affrontare, dato che nella migliore delle ipotesi l’anno successivo tutto o quasi verrà cambiato.

Il tutto con buona pace degli operatori del settore edile che si rassegnano a vedere ancora con il segno rosso i dati sulle compravendite e la nostra economia che viene trascinata a picco sempre più.

Doveroso a mio avviso discutere di tutte le riforme di cui si parla in questi giorni, fondamentali per il nostro amato Paese, ma se contestualmente a ciò si provasse, non dico a mettere in ordine i conti dello Stato, non voglio chiedere “la luna nel pozzo”, ma per lo meno a fare chiarezza su quello che gli italiani dovranno pagare, bè penso che ciò giovi a tutti.

Una chiarezza che deve essere raggiunta ad ogni costo ed in breve termine, in primis per noi italiani e poi perché se ciò non avvenisse  saremo condannati a non essere mai e poi mai attrattivi per investitori esteri che già devono far i conti con tutta una serie di italiche difficoltà.

E vi assicuro che in questo articolo io uso ironia ma cittadini, famiglie ed imprese italiane data la situazione voglia di scherzare non ne hanno davvero più . 



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