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La spiaggia che mette ansia

'Non voglio andare al mare! Non voglio farmi vedere in costume dagli amici!', gli adolescenti sempre più condizionati dal giudizio degli altri

Pubblicato in Psicologia il 30/06/2017 da Stefania Sinesi

“Non voglio andare al mare! Non voglio farmi vedere in costume dagli amici!”

Queste sono alcune delle frasi più ricorrenti dette, o anche solo pensate, dagli adolescenti. Sembra proprio che in estate, periodo in cui si è soggetti a scoprire il proprio corpo, emergano l’insoddisfazione rispetto ad esso e la paura di mostrarlo.

L’ansia da prova-costume diventa, spesso, fonte di grande disagio: si è ossessionati dai propri “difetti” fisici che, a volte, sono solo frutto di una percezione distorta del proprio corpo. I ragazzi sentono di dover, a tutti i costi, nascondere il corpo, nel tentativo di evitare un insopportabile senso di inadeguatezza e vergogna.

Se si pensa che il senso di vergogna e di inadeguatezza sono dovuti al fatto di mostrarsi in costume, anche se davanti ai propri amici, il dato risulta ancor più preoccupante.

Una ricerca condotta dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza, su un campione di adolescenti, ha rilevato che più di 3 adolescenti su 10 pensano che il proprio peso debba assolutamente diminuire: il 64% dichiara di sentirsi più sicuro al raggiungimento del suo “peso ideale” e il 32% ha ridotto drasticamente il cibo, pur di dimagrire. Sugli adolescenti non esistono ricerche specifiche, ma se si guardano i dati di un sondaggio Eurodap, recentemente pubblicato e condotto su una campione di persone di età compresa tra i 18 e i 60 anni, i dati sono tutt’altro che confortanti.

Il sondaggio, infatti, ha mostrato che il 45% delle persone intervistate prova ansia da prova-costume: quando si guarda allo specchio, si sente inadeguato, completamente a disagio e valuta seriamente l’idea di rinunciare al mare d’estate. Il 40% non si sente ancora del tutto pronto ad affrontare il momento bikini, ma confida di pensare di avere tempo per rimettersi in forma. Solo 15% ritiene che non sia una preoccupazione il mostrarsi in costume da bagno.

Il 47% ritiene molto importante il giudizio degli altri sul proprio aspetto fisico.

Alla domanda: “Cosa credi che pensino gli altri guardandoti?” il 33% ha risposto “Il mio aspetto fisico è preoccupante”.

Se questi sono i dati riportati dal campione di adulti, è prevedibile che i dati sugli adolescenti mostrino livelli di ansia, relativa al mostrarsi in costume da bagno durante l’estate, non meno elevati.

Sia che l’insoddisfazione riguardi la pancia, l’addome, le braccia, le gambe, le cosce o il seno, il dato che emerge è che ai ragazzi non piace il proprio corpo e, quindi, non lo accettano.

Durante l’adolescenza, il corpo svolge un ruolo fondamentale in quanto viene riconosciuto come il primo nucleo del senso di identità dell’individuo, in grado di distinguere sé dall’altro da sé, attraverso il riconoscimento dei propri confini somatici.

I traumi, i conflitti e i disagi che i ragazzi si trovano a vivere trovano espressione all’interno del “teatro” del corpo, un corpo che può essere percepito come elemento che permette la continuità del proprio essere al mondo, ma anche come elemento di rottura e di cambiamento, talvolta percepito come catastrofico.

La non accettazione del proprio corpo e l’eventuale comparsa dei disturbi alimentari in adolescenza, sorgerebbero proprio nel tentativo di limitare al massimo gli effetti dell’assistere ad un corpo che cambia, che diventa sessualizzato, oltre che per reprimere legami e affetti che gli adolescenti vivono come soverchianti.

Per i genitori è particolarmente importante riuscire a non sottovalutare le ritrosie a mostrare il proprio corpo da parte dei figli e non confonderli per meri capricci o emulazioni di mode e di corpi da passerella. Si tratta, invece, di intense e debilitanti paure che tediano la vita dei nostri ragazzi e, di conseguenza, non andrebbero affatto sottovalutate o, ancor peggio, ridicolizzate.



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