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Cyberbullismo e le tragedie che fanno sempre più paura

Dal Texas la triste storia di Brandy Vela

Pubblicato in Psicologia il 17/12/2016 da Stefania Sinesi
Stefania Sinesi, Psicoterapeuta, Presidente e Responsabile Scientifico NEVER GIVE UP Onlus

Un colpo di pistola e Brandy Vela, una ragazza del Texas di 18 anni, vittima di cyberbullismo, si è suicidata, sparandosi un colpo al petto di fronte alla famiglia, nonostante le implorazioni per evitare quell’estremo gesto.

"Creavano falsi account di Facebook e così le inviavano messaggi, lei non rispondeva ma i messaggi continuavano ad arrivarle. Le dicevano delle cose veramente cattive, come 'perché sei ancora qui?' e poi le dicevano che era grassa e brutta - invece era bella, assolutamente bella, l'unica cosa che potevano trovare per attaccarla era il suo peso": queste le dichiarazioni della sorella di Brandy.

Secondo evidenze scientifiche, ragazzi in sovrappeso sono i più soggetti ad essere vittime di atti di bullismo, atti che aumentano il rischio di sviluppare un disturbo alimentare e altre gravi conseguenze.

Uno studio dell’NHS Online survey (2012) ha dimostrato che il bullismo costituisce un fattore predittivo per i Disturbi dell’Alimentazione. L'86% delle persone intervistate, che soffriva di Disturbi dell’Alimentazione ha ammesso che il bullismo essere causa determinante per l’insorgenza del disturbo; di questi soltanto il 43% è riuscito a chiedere aiuto, mentre solo il 9% ha ricevuto un aiuto prezioso.

Brandy aveva provato tentato di porre fine a quell’incubo, cambiando numero di telefono e rivolgendosi alla polizia, ma le era stato risposto che non erano in grado di aiutarla perché “Queste persone usavano un'app che rendeva le chiamate non rintracciabili”: così continua la sorella.

Brandy aveva inviato alla sorella un messaggio che ha fatto scattare l’allarme per i genitori e i nonni: "Ti voglio tanto bene, per favore ricordatelo, mi dispiace per tutto", ma era troppo tardi. Brandy era lì, nella sua camera con una pistola in mano. Niente l’ha potuta fermare.

Durante l’adolescenza, spesso accade che i ragazzi non siano soddisfatti di come sono, che siano convinti di non rispondere alle aspettative degli altri, di deluderli e che, ingiustamente, ne provino colpa o che avvertano una differenza intollerabile fra come si vedono e come vorrebbero essere, differenza, spesso, indotta o enfatizzata dagli altri che possono compiere atti di violenza, tramite comportamenti di cyberbullismo.

Diventa, quindi, fondamentale promuovere interventi innovativi, sul territorio e on-line, che coinvolgano ragazzi, famiglie, scuole, università, contesti nei quali i ragazzi trascorrono la maggior parte del loro tempo, con l’obiettivo di prevenire e combattere fenomeni di violenza, aggressività, bullismo e cyberbullismo.

Sarebbe necessaria la promozione del rispetto reciproco, della sensibilizzazione e dell’educazione delle nuove generazioni attraverso i contesti che i ragazzi frequentano, e che dovrebbero essere in grado di promuovere l’apertura al dialogo e il superamento dei conflitti e delle barriere a chiedere aiuto, favorendo il benessere nelle relazioni interpersonali, fin dai primi anni dello sviluppo.

 

 



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