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Effetti collaterali

"Bisognerebbe ritrovare le radici del sentire"

Pubblicato in Pensieri Spettinati il 14/03/2014 da Margherita De Napoli
“Vi giuro, signori, che l’esser troppo consapevoli è una malattia,un’autentica assoluta malattia”. F.Dostoevskij

Da un po’ avevo cominciato a nutrire dei dubbi sulla smania di consapevolezza che pervade i nostri giorni, avvertivo che c’erano degli “effetti collaterali”.
La frase di Dostoevskij ha confermato i miei sospetti. Una consapevolezza eccessiva fa male!
E si riaffaccia alla mente l’intento freudiano(“Dove c'era l'Es, deve subentrare l'Io”)di annettere alla coscienza territori inconsci. Confesso che quest’ipertrofia dell’Io mi dà inquietudine. Quali spazi saranno protetti dagli invadenti sguardi dell’occhiuta coscienza? Sarà una specie di Grande Fratello che intende illuminare con la luce della ragione i “sotterranei dell’anima”? Che brutte intenzioni! L'intellettualizzazione può portare all'atrofia della sensibilità. Bisognerebbe ritrovare le radici del sentire, per risvegliarci empaticamente sintonizzati col mondo. La conoscenza s'incunea tra me e la carne del mondo ed allarga la crepa fino a che mi scollo completamente da essa. Si perde così il rapporto d’immediatezza con le cose, il corpo a corpo, e non mi rimane che un misero rapporto di tipo voyeuristico con la realtà. La analizzo, ma non la vivo, la guardo come si può guardare un fiume che ci scorre accanto, ma non riesco più a nuotare nelle sue acque...ad avvertire un brivido di piacere. Sono scollegato. Val la pena rischiare di perdere del tutto l’incoscienza, cosa ne sarà della spontaneità?

Ecco cosa capitò al millepiedi di una favola:

Il millepiedi era tanto beato
finché il rospo burlone gli chiese:
in qual ordine muovi il tuo piede?
Ciò portò la sua mente in tal stato
che ancor giace in un fosso a pensare
come avesse mai fatto a camminare.