Venerdì, 18 Ottobre 2019 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Random - Pensiero di donna

L'augurio di Daniela Baldassarra a tutte le donne. Perchè possano innamorarsi

Pubblicato in Narrativa il 30/12/2014 da Daniela Baldassarra
L’amore il più delle volte non esiste, lo inventiamo noi.

È stato facile metterti su un piedistallo, probabilmente l’hai fatto da solo stabilendo una distanza infinita tra te e me. E io sono abbastanza stupida da costruire castelli incantati laddove non riesco a cavare un ragno dal buco.
Dev’essere proprio questa la stupidità: idealizzare le persone che ci tengono a distanza.
Perché quello che in realtà non conosciamo ci sembra sempre perfetto. Perché possiamo pensarlo a nostro piacimento, in base ai nostri desideri. E perché la realtà è, invece, sempre deludente. Sempre. Non c’è mai una volta in cui la realtà superi in bellezza la fantasia.
E se poi una donna decide di amare un uomo, beh allora…l’arroganza diventa fascino, il distacco diventa timidezza, il disinteresse diventa virilità.
Ma la realtà è molto più semplice: non ti piaccio, e men che mai potrai un domani amare una donna che oggi non ti piace. Sai cosa c’è di divertente? Che anche tu non puoi piacermi, perché non so nulla di te, e quel poco che so e che fai, mi infastidisce.
Però la donna ha bisogno di un fuoco sempre acceso nel suo cuore, e io ho deliberatamente deciso di farlo bruciare per te questo fuoco. Anche se non lo meriti. Anche se in effetti non so chi sei, né perché ti ritrovi a farmi tremare. Devo decidere se è l’amore a comportarsi così, in modo così irragionevole, o se sono io a incastonare sul primo che capita il mio desiderio d’amore.
Ti vorrei pochi minuti accanto a me per capire tutto questo. Mi basterebbe poggiare la testa sul tuo petto, e capirei. Mi basterebbe vederti ridere una sola volta, e capirei.
Ma non è possibile fare queste prove, colpa mia, colpa tua, colpa di nessuno. Non succede e basta.
E quindi continua la mia storia di fantasia, che raccatta parole dette a caso, sguardi involontari, sorrisi di circostanza, e ne fa ricordi, ne fa speranze, ne fa prospettive. E dinanzi al nulla, quelle poche volte che la mia lucidità mi consente di scorgerlo questo immenso nulla, mi ritrovo a chiedermi:
Quanto valevano allora le nostre parole? E i nostri occhi? Poco davvero. Quasi nulla. L’euforia di un momento trascurabile.
Spesso il tempo chiarisce e mette ordine. E spazza via. Quello che già avevamo deciso di non tenere. Perché il tempo spesso è lento, troppo lento, ma è più coraggioso e più vero.

Ma quel poco di te mi ha lasciato impronte indefinite su un sentiero di pece, che ancora voglio seguire per vedere dove mi porteranno, o che forse voglio cancellare, per non rischiare di perdermi lungo il cammino.
Credo sia amore vero. Perché non mi piaci, eppure non faccio altro che pensarti addosso a me; perché credo che ci sia davvero poco da capire in te, ma quel poco voglio capirlo e impararlo a memoria.

Le anime che la vita ci butta contro, come sassi, si scagliano violente contro di noi, per investire il nostro essere indifesi, e trasformarci. Nelle peggiori persone possibili, o nelle migliori persone possibili. E non c’è via di fuga, non possiamo evitare questo scontro di vite irrisolte e infelici, possiamo solo provare ad attraversare le bufere e, qualche volta, a goderci il sereno. E quando il sereno ci annoierà, perché il nostro essere imperfetti ci porta a maltrattare ciò che potrebbe renderci felici, arriverà una tempesta di dolore e delusione a sbatterci contro il nostro essere miserabili.
Tutto ciò che non vorremmo essere, lo diventiamo per fare a pezzi la nostra dignità, a volte, per un briciolo di finto amore, a volte, per l’illusione di un sussulto, a volte.

Passeranno giorni, notti, e forse anni interi, ricordando cose giuste che ho sbagliato, sentieri che ho perso, o che mi hanno persa, case che avrebbero dovuto essere la mia America, tasselli messi insieme a fatica e poi buttati giù con un calcio, nella stupida illusione di poter avere di meglio; o ricordando quelle volte in cui hai dato tutto, senza che nessuno avesse voglia di capirlo, e quelle volte in cui hai pensato Pazienza, tanto sempre polvere ritorneremo. E allora vaffanculo. E allora rendersi conto di essere proprio così: tanto passato, poco presente, e forse nessun futuro.

E il grande errore sta nel fatto che quando pensiamo al domani, non vogliamo accettare che il domani sia già arrivato, e che sia disgraziato e spoglio come l’oggi, o forse più.
Perché quando pensiamo al futuro, dobbiamo, per forza, altrimenti ci lasceremmo morire di tristezza, immaginarcelo diverso da questo buco nero in cui arranchiamo fingendo di vivere.
E quando la Solitudine ci consuma e non ci lascia via d’uscita, allora il domani diventa l’ultima spiaggia per non ammazzarci nel presente. E per non ammettere di non sapere dove andare, né che fare, né con chi stare.
E quando le compagnie di comodo ci avranno nauseato, quando saremo stufi di raccontarci che è meglio un film, o è meglio un libro, o è meglio soli che male accompagnati, allora solo tante lacrime ci salveranno, tante bollenti e disperate lacrime potranno, forse, salvarci dalla pazzia.

Allora tanto vale prendersela col mondo intero, che è più facile da fronteggiare rispetto al mostro di dolore che ci alberga dentro. E per non rassegnarci alla sconfitta gridare al mondo, a questo mondo fallito, che io, io lo so cos’è la felicità, sì lo so, la conosco la felicità, sono felice io, e provo solo compassione per tutti voi poveracci che non lo saprete mai. Sì, tutti voi stronzi, insensibili e arroganti, sappiate che potrete passare la vostra vita solo a decidere chi tra di voi è il peggiore. Di più non potrete avere. Auguri a tutti!

E bevvi, lasciando la mia platea immaginaria senza parole.
E il bicchiere vuoto, su un tavolo da sei, che non è mai stato apparecchiato.